Le ali del gabbiano: il romanzo psicologico di Vincenzo Pisanò

Si può definire il romanzo di Vincenzo Pisanò un romanzo psicologico . Infatti a dominare la scena della storia magistralmente propostaci dal nostro autore, con il suo scrivere forbito, vi è il mondo interiore del personaggio, il suo processo psichico, le sue emozioni che derivano dal profondo, gli stati d’animo e le riflessioni consce o inconsce; Marco, così si chiama il primo attore del racconto, onusto dalla ricerca della verità, si dipana tra sottili spigolature di vita reale e speranze del futuro.

Le sue riflessioni diventano pensieri fissi, manie, che rendono la sua vita angosciosa e piena di paure.

La descrizione, nel romanzo, diventa da oggettiva a soggettiva; prevale la focalizzazione interna, sia in prima che in terza persona e si utilizzano il discorso diretto, il discorso indiretto libero, il flusso di coscienza, dove viene scritta qualunque cosa passa per la mente del protagonista (e direi anche dell’autore) , come il monologo interiore, una particolare tecnica narrativa che permette allo scrittore di esporre, in modo spontaneo, i pensieri, i ricordi e le emozioni dei protagonisti (che non siano anche i le proprie emozioni?). Tra le modalità di scorrimento del tempo narrativo prevale la pausa, in cui il corso degli eventi subisce un arresto e non succede nulla, quasi uno sforzo a fermare il tempo, a fissare l’attimo (carpe diem). Ci si ritrova (il protagonista Marco) davanti al tema dell’irrequietezza umana, all’ansia della non conoscenza del futuro e delle sue conseguenze davanti alla chiusura nella propria interiorità ed a una forte esigenza di realismo. Lo spazio e il paesaggio hanno un ruolo secondario, infatti diventano lo specchio degli stati d’animo del protagonista.

Nel romanzo psicologico sparisce la coerenza tra le parti e i personaggi, sostituita dal succedersi di continui avvenimenti, apparentemente scollegati tra di loro, tra i quali ci sono continui riferimenti a situazioni avvenute nel passato (Flashback) e continui flussi di coscienza che riportano in superficie ricordi ed emozioni (tipicamente rappresentati con dei monologhi).

I personaggi non hanno più un’identità precisa e per questo non sono capaci di esprimere coerentemente un punto di vista. All’eroe si contrappone l’antieroe, che possiede le ansie e i dubbi dell’uomo contemporaneo.

Come avviene in questa categoria di romanzi, appare un protagonista sconfitto dalla società solo perché non riesce a inserirsi in essa.

L’ autore, in un modo o nell’altro, attraverso Marco, fa una denuncia alla società, che premia le apparenze e riduce gli esseri ad automi senza una volontà propria. Sfiora le problematiche dell’adolescenza, dei rapporti tra genitori e figli, dallo svuotamento di valori dei giovani, fino ad accusare una società cieca a qualsiasi problematica e tristemente legata alle cronache giornalistiche.

I temi scelti dall’autore, attraverso le vicissitudini di Marco, coincidono con la sua visione del mondo. Nel romanzo “gli avvenimenti” passano in secondo piano, a vantaggio dei flussi di coscienza.

Anche i personaggi “secondari” assumo una importante funzione alla crescita interiore di Marco, anche se lo fanno passivamente e non intralciano quasi mai lo scorrere del tema centrale: ansia di conoscenza!

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