Erotico Caos, la poesia di Giuseppe Pellegrino

Il caos che alberga nell’anima umana, quando il tempo passa e lo riconosci in una foglia soffiata via dal vento.
Giuseppe Pellegrino, nella sua ultima raccolta di poesie, Erotico Caos insegue la vita più di ogni altra cosa. Si avverte la consapevolezza delle cose, di quelle fatte e di quelle per cui non c’è tempo. Nella corsa della vita, ci si ritrova assenti di vita stessa. Il vivere si trasforma in “passare”. Il tempo che passa e porta via con sé tutto, anche l’anima. E confondi “l’esser vivo col radersi la barba ogni mattina”.

Erotico Caos non è il primo lavoro letterario di Pellegrino. Ha, infatti, esordito nel 2013 con Mostruosità letterarie – diario di autoterapia,edito da Milella Spazio Vivo, Lecce. Nel 2014 esce il suo secondo lavoro Interni d’Uomo e nel 2016 Assoluto Relativo, entrambi editi da Besa.
Con la realizzazione editoriale di Argomenti Edizioni e la collaborazione di Chiara Papa, Erotico Caos è una raccolta di poesie in cui la realtà e l’immagine di essa si fondono insieme, divenendo un archetipo surreale e quanto mai reale essenza delle cose.
Grandi temi quelli trattati dal poeta, che attraverso un excusus interiore fa emergere naturale riflessione, attraverso una poesia che, leggendola, diviene musica.
Traspira dalla poesia l’anima di un uomo che la vita ha reso poeta. Perché Erotico Caos non è semplicemente una raccolta di poesie, ma la materializzazione delle emozioni di un uomo da cui riaffiora l’essenza della cosa sensibile, quello che Platone chiama l’eidos, l’“essere che veramente è”.
Il silenzio diviene melodia e in essa il poeta si fa beffa della solitudine, che guardinga ammutolisce la ragione, ma non il cuore.
Cosa c’è di più caotico e insopportabile del non vivere? Nei versi di Pellegrino, emerge la straordinaria ragionevolezza dell’essere. L’emozione sorge dal profondo e diventa scrittura. E c’è il tempo. C’è amore. C’è morte. E c’è vita.
Nella corsa della vita, l’affannosa ricerca dei successi, nella vana convinzione possa elevarci ad appagamento superiore, finisce per farci regredire in una sorte di vertigine, in cui si perde il senso di ogni cosa e quello che credevamo poter essere vita, diviene morte. E ci si rende conto, che ben altre forse sarebbero state le strade da percorrere, altre le scelte da fare. Si vuole “percorrere a ritroso il tempo, fino a uterina regressione per poter scegliere tra le possibilità avute e non ancora realizzate”.
Che cosa rimane della propria esistenza, quando tutto è ricerca di potenza? Nulla. La vita scorre tra le dita come piccoli granelli di sabbia e ben presto ci si accorge che l’infinito non è altro che semplicità.
Il coraggio del poeta a non arrestarsi al rigore della ragione, ma ricercare l’insensato con un pizzico di follia, ricercare la libertà, cavalcare la vita e rompere gli schemi è un invito di riflessione a non arrendersi alla schiavitù di un’esistenza arida di passione e sentimento; è un invito a un costante godimento del viaggio, prima che l’orologio della vita interrompa il suo ticchettio.
Nella poesia di Giuseppe Pellegrino si percorre un forte richiamo alla società di oggi. In una società in cui l’ego smisurato nasconde aride anime dietro maschere senza volto, Pellegrino invita le vere intelligenze a non arrendersi davanti alla volgarità di finti intellettuali, ma a farsi esercito “ed arginare l’espansione della marea del nulla del pensiero”.
Pellegrino spinge al limite della grandezza il significato della vita, il senso del tempo e ai suoi massimi livelli il concetto di amore.
I versi accolgono i pensieri del poeta in un abbraccio caldo e disteso, come se le parole si posassero adagio sui fogli bianchi. Le emozioni partono dal profondo per diventare parole e le parole divengono poesia seguendo un percorso naturale, senza forzature.
L’amore, il grande motore dell’Universo, nella poesia di Pellegrino è romanticamente erotico. Si spinge fino a toccare il punto più alto dell’amore erotico, senza mai raggiungerlo davvero. Rimane romantico, pulito, eroticamente puro.
La poesia di Pellegrino è più di un semplice componimento poetico. E’ vera bellezza spirituale. E’ canto e gioia. Dalla consapevolezza che nulla è eterno e tutto scorre così veloce, non emerge disarmante abbandono ma inno alla vita e all’amore, spinto da un insaziabile desiderio dell’anima.

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail