Ricordando quell’età: preludio e lettera al garzoncello

 

DreamsC’è una cosa, la più bella durante l’adolescenza, che poi non si ha mai più: il sogno di diventare. Il sogno non è funzionale a se stesso, ma è funzionale all’impegno che ci mettiamo per realizzarlo, è il carburante che serve per arrivare al traguardo. È così bello, a quell’età, vedere il traguardo tanto lontano ma sempre più vicino, mentre corri per “diventare”. Quel traguardo è spesso un miraggio, che si concretizza in ciò che sei. Ciò che sei difficilmente coincide col tuo sogno di tanti anni prima, ma senza quel sogno tu non saresti ciò che sei. Frantuma il tempo ogni potenziale, mentre l’essere si manifesta.

Caro Garzoncello Scherzoso,
spererai tanto. Spererai d’essere felice e d’essere il migliore. Spererai di realizzare tutto ciò in cui credi.

Crederai molto. Crederai che tutti i tuoi sacrifici verranno ricompensati e che il tuo impegno ti porterà in alto; crederai che basta volerlo e impegnarsi che le tue speranze diverranno realtà: hai un sogno e l’aspettativa di realizzarlo.

Ma tu non sai. Non sai in cosa consista esattamente ciò che sogni e non sai cosa occorra per realizzarlo: se lo sapessi, ahimè smetteresti subito di sognare, e cosa faresti? Ti annoieresti della vita.

Verrà il giorno, Garzoncello, in cui la vita ti verrà a noia, ma proprio quel giorno, caro mio, dovrai combattere quella noia, e potrai combatterla solo se sarai consapevole che ciò che tu sei in quel giorno lo sei diventato grazie al tuo sogno di tanti anni fa: non sapresti giocare con la paletta per la sabbia insieme a tuo figlio se tu a tuo tempo non avessi sognato di costruire un grande castello per il principe e la principessa con quella paletta. Non lo sapevi, in quel tempo, che un castello di sabbia viene giù subito e che non può esser dimora per nessuno. Non lo sapevi, che per costruire un castello vero ci vogliono tanti calcoli difficili e materiale solido, ma soprattutto che il castello è molto più grande di te.

Caro Garzoncello, se hai un po’ d’ambizione tu oggi stai sognando che un giorno vincerai una gara importante, una sfida difficile, che la vincerai grazie al tuo impegno e al tuo talento.

Verrà il giorno, Garzoncello, in cui ti troverai di fronte ad una sfida che non ti saresti mai aspettato e che ti minaccia di far cadere tutto ciò che hai costruito, se non la vinci. È alto il prezzo della vita, Garzoncello. Guarda che cosa curiosa: prima sognavi di arrivare in cima alla montagna più alta, scalare con le tue gambe e le tue braccia nude la ripida salita, ed ora invece ti ritrovi con un solo braccio e una sola gamba e hai le protesi, e ti muovi con difficoltà: sei felice oggi, solo per essere riuscito a salire le scale di casa tua senza essere aiutato. Che grande conquista!

Sappi, Garzoncello, che se sei riuscito a salire quella scala, è grazie ai tuoi allenamenti per scalare la montagna: il braccio e la gamba che ti sono rimasti sono forti ormai, e la tua mente si è così allenata che riesce anche a coordinare le protesi. Guardi dalla cima tutte le scale che hai salito e te ne compiaci: ecco la tua montagna. Oh come appaiono diverse le cose, dalla tua cima reale! Totalmente diverse da come credevi che fossero quando le guardavi da una cima immaginaria!

Il punto è, Garzoncello, che la vita non si può progettare. Forse nessuno di noi rimarrebbe deluso se facesse le cose solo per il puro piacere di farle e non per un obiettivo, e nemmeno per il piacere di farle unito a un obiettivo: via l’obiettivo, perché esso non esiste. Ma sii determinato sempre, cerca di arrivare fino alla fine, anche quando hai perso il tuo obiettivo. L’obiettivo è la forza di perseverare.

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